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Google drive: l’offerta commerciale

Fin dal lancio Google Drive ha offerto 15 Gbyte di spazio di memorizzazione per gli account gratuiti: una capienza enorme per l’epoca, ma i concorrenti hanno rapidamente colmato il gap, arrivando addirittura a rilanciare: Box.com, per esempio, ha offerto a lungo account gratuiti da ben 50 Gbyte, che sono tuttora attivi, anche se oggi l’offerta base è limitata a 10 Gbyte. Anche Microsoft ha provato a farsi largo con la forza dei numeri, offrendo 25 Gbyte di spazio su SkyDrive, poi ridotti a 7 e oggi riportati a 15.
La proposta di Google è leggermente diversa: lo spazio di storage è condiviso tra tutti i servizi, compresi i messaggi di posta elettronica memorizzati su Gmail e le foto ad alta risoluzione di Google+ (quelle fino a 2.0-18 x 2.0-18 pixel non vengono conteggiate).
Se lo spazio gratuito non dovesse bastare, lo si può ampliare a pagamento: l’ offerta commerciale di Google è tra le più economiche in assoluto. Le economie di scala possibili in un’azienda di grandi dimensioni, con un business diversificato e interessi in molti settori, sono impossibili da ottenere per i concorrenti più piccoli, e in effetti i prezzi proposti da Google sono molto più convenienti rispetto a quelli di aziende come Box.com o SugarSync: passare a 100 Gbyte con Google costa 1,99 dollari Usa al mese, mentre per 9,99 dollari si ottiene addirittura 1 Tbyte. Sono  disponibili capienze ancora superiori, fino a tm massimo di 30 Thyte, al prezzo di 299,99 dollari al mese.
Tra le aziende specializzate, solo Dropbox propone oggi un’offerta competitiva, ma limitata a una delle fasce di prezzo: per 9,99 Euro al mese ci si può abbonare a Dropbox Pro, che offre 1 Tbyte d i spazio. Google ha  dedicato grande attenzione anche al mondo aziendale, proponendo offerte ad hoc, con pool di storage condivisi e gestione centralizzata degli utenti.

Questi pacchetti comprendono moltissime altre funzioni, raccolte sotto le denominazioni Google Apps for Work e Google Apps for Business.

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Ma cos’è, quindi, Google Drive? Fondamentalmente è un servizio di memorizzazione  remota dedicato a file e documenti menti, che permette di caricare informazioni dal computer o dai dispositivi mobile e di organizzarli in un file system gerarchico a cartelle. Gran parte degli utenti di Google lo conosce, almeno superficialmente:
molti d ei servizi e dei prodotti dell’azienda, infatti, si interfacciano con Drive, che è diventato nel corso del tempo un
deposito centralizzato di informazioni e impostazioni. Per raggiungerlo basta digitare l’indirizzo http://drive.google.com, ed eventualmente completare il login per abilitare il servizio, inserendo le credenziali di accesso dopo aver fatto clic sul pulsante Vai su Google Drive. Se non si dispone di un account Google si può rimediare facilmente, seguendo il collegamento Crea un account.
All’accesso, chi fosse rimasto lontano per qualche mese dal sito di Google Drive potrebbe rimanere stupito, poiché da qualche tempo Google ha  iniziato a rendere disponibile, per ora su base volontaria, una nuova interfaccia utente, più moderna e nel complesso gradevole. Nel momento in cui scriviamo si può passare dall’interfaccia nuova a quella tradizionale in qualsiasi momento; basta fare clic sul pulsante lmpostazioni (quello con l’icona a forma di ruota dentata, collocato lungo il margine destro della finestra) e selezionare torna al vecchio Drive.

Dopo il periodo di rodaggio questa opzione sarà probabilmente eliminata, e Google manterrà soltanto l’ interfaccia più recente. Per ora, invece, si può passare  in ogni momento da una versione a ll’altra, anche perché alcune funzioni (in particolare la gestione delle revisioni) non sono ancora state implementate nella nuova interfaccia. L’impostazione di base ricorda da vicino la finestra Esplora file di Windows, o il Finder di Mac 05: tutti g li utenti dovrebbero orientarsi senza troppe difficoltà. La pagina è organizzata in tre colonne, sormontate da due righe di intestazione.
La prima riga è simile a quella presente in quasi tutte le altre pagine di Google: inclu degli strumenti legati alla gestione de ll’account (nella zona destra) e un’ampia casella di ricerca, che in questo caso permette di effettuare interrogazioni all’interno dell’archivio di Google Drive. Google indicizza i nomi dei documenti, i metadati e perfino il contenuto, se il file è in un formato compatibile; è quindi molto semplice e rapido individuare esattamente le informazioni cercate. Oltre agli operatori comuni a tutte le funzioni d i ricerca, Drive ne offre alcuni specializzati, pensati per interagire con i file e le cartelle. Alcuni possono essere utilizzati anche con un’ interfaccia grafica, accessibile facendo clic sulla freccia verso il basso, all’estrema destra della casella di ricerca.
Nel pannello a discesa si trovano controlli per limitare la ricerca ad alcune tipologie di file, o a elementi apribili con una specifica applicazione di Google Docs. lnoltre, è possibile anche filtrare i risultati in base all’autore.
Un clic sul collegamento Ulteriori informazioni apre la Guida di Google, direttamente alla pagina dedicata alla ricerca dei file.
Gli operatori specifici sono nascosti nella sezione Opzioni di ricerca avanzate. La seconda riga, invece, è la barra degli
strumenti vera e propria di Drive: al centro è visualizzato il percorso, con elementi cliccabili che permettono di spostarsi tra le cartelle e manipolarle.
Il nome della cartella attiva ha di fianco l’ icona di una freccia rivolta verso il basso: cliccandola si richiama un menù che permette di rinominare la car tella, condividerla, spostarla, modificarne il colore (una funzione utile per  rganizzare l’archivio anche visivamente) e creare nuove sottocartelle.
A destra, infine, si trova una piccola toolbar contestuale, che cambia a seconda degli elementi selezionati.