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La PRIVACY nei servizi postali di grandi provider

Purtroppo, come noto, la gratuità è ottenuta grazie alla vendita delle informazioni reperite nelle email inviate e ricevute. Per comodità utilizzo Gmail e devo dire che il servizio è ottimo. Mi chiedo se vi fosse un servizio analogo (a pagamento?) con la possibilità di trasferire tutta la posta Gmail. Mi resta il dubbio che questa eventuale spesa sia utile per salvaguardare la privacy visto che comunque siamo monitorati anche quando usiamo un account Google.

Con la crescente diffusione degli smartphone, gli utenti sono ormai abituati ad avere accesso alla propria casella di posta ovunque si trovino e ciò ha dato un grande impulso all’utilizzo di tecniche che consentano di lasciare tutte le email in arrivo archiviate sul server. A differenza di quanto avveniva con il protocollo pop3, che scaricava la posta sul computer dell’utente e contestualmente la cancellava dal server, la nuova modalità operativa ha semplificato notevolmente le operazioni di estrazione dei dati personali da parte dei provider. E’ per questo motivo che molte aziende (anche di dimensioni medio-piccole) che archiviano dati sensibili preferiscono gestire in proprio le proprie email. privacy-provider-emailGrazie alle connessioni in fibra ottica la banda necessaria ai servizi di posta elettronica è ormai assicurata, l’hardware ha costi contenuti ed il software a base Unix/Linux è disponibile con licenza gratuita. La gestione diretta dei servizi di posta elettronica, pur non escludendo che i messaggi possono essere intercettati ed esaminati durante il transito, elimina i rischi maggiori come l’analisi del contenuto storico delle caselle postali.

 

 

Ormai tutti i provider applicano strategie di data mining e condividono queste informazioni con i loro partner. Tutelare la propria privacy è sempre più difficile.

In alternativa ai server “in-house” è possibile acquistare o affittare una macchina (virtuale / fisica), posizionata presso un data center (ad esempio Tim, Mc-link, etc..), sulla quale gestire un proprio servizio di posta elettronica. La gestione remota può essere affidata ad un informatico interno all’azienda oppure delegata ad un consulente esterno presso il data-center.

Adottando questa strategia sarà sufficiente aggiungere al contratto di affitto del computer che funzionerà da server postale una clausola con la quale il data-center si assume la responsabilità di tutelare i dati che saranno archiviati presso di loro. Così facendo si avranno tutte le garanzie necessarie anche in caso di manipolazione di dati sensibili.

Non siamo invece a conoscenza di servizi mail aperti al pubblico che non abbiamo adottato politiche di data mining.

In passato le caselle postali fornite in abbinamento agli abbonamenti Adsl erano esenti da operazioni di analisi ma, come conseguenza degli elevati costi dei software necessari a ridurre la diffusione di spam e virus, gradualmente tutti i provider hanno adottato politiche che gli consentono di fornire informazioni ai loro partner commerciali Purtroppo queste operazioni costituiscono una parte rilevante degli introiti ed è quindi è impossibile che i service provider decidano di rinunciarvi solo per garantire una maggiore privacy ai propri utenti.

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